Industria 4.0 – cosa ne pensano le imprese

Industria 4.0 – cosa ne pensano le imprese

Una rassegna dei primi commenti rilasciati dal mondo imprenditoriale all’indomani della presentazione del Piano Industria 4.0

Matteo Renzi - Foto: T. Barchielli

Industria 4.0 – Calenda, via al Piano nazionale

13 miliardi di euro per il sostegno agli investimenti, cui si aggiungono 10 miliardi per misure di accompagnamento come ladetassazione del salario di produttività e il rifinanziamento del Fondo centrale di garanzia per le PMI. E’ quanto previsto dal Piano nazionale Industria 4.0, presentato mercoledì, a Milano, dal premier Matteo Renzi e dal ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, per agganciare anche in Italia la quarta rivoluzione industriale.

Le agevolazioni fiscali sono il cuore del Piano, che si propone di abbandonare i tradizionali bandi a favore degli incentivi automatici, dal credito d’imposta per gli investimenti in R&S ai superammortamenti. Non mancano le misure a sostegno del venture capital, per la diffusione della banda ultralarga, la formazione e i centri di ricerca d’eccellenza, anche se i dettagli dell’operazione si chiariranno solo nelle prossime settimane, dopo un giro di consultazioni con gli stakeholder. Stakeholder che in queste ore commentano, positivamente, l’iniziativa del Governo.

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I commenti delle imprese sulle principali testate

Su Repubblica Luca Pagni riporta le parole del presidente di Assolombarda Gianfelice Rocca, che nel corso della presentazione del Piano ha parlato di ultima occasione per l’industria manifatturieraitaliana, destinata a sparire, in assenza di investimenti in innovazione tecnologica, nel giro dei prossimi dieci anni.

Cita il numero uno di Assolombarda anche Francesco Spini su La Stampa: “Il vero spazio sono i centri di competenze, utili per generale quegli spiriti animali di cui abbiamo bisogno. Per il resto si può dare tanto antibiotico, ma è necessario che il malato reagisca”.

Il malato ce la può fare secondo il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, riporta invece sul Sole 24 Ore Nicoletta Picchio. Per Boccia, oltre al sostegno agli investimenti, dal rifinanziamento della Sabatini ai superammortamenti, è decisiva la detassazione dei premi di produttività per aumentare la competitività delle imprese. E, soprattutto, è importante che le misure più operative rientrino nella prossima legge di Stabilità.

Una manovra che si preannuncia fortemente orientata alla crescita, scrive Carmine Fotina sul Sole, sottolineando la novità dell’addio alla stagione dei bandi per lasciare spazio agli incentivi automatici e a una maggiore libertà di scelta per le imprese.

La scelta di abbandonare i tradizionali bandi non convince del tutto Gianluigi Viscardi, imprenditore della meccanica e presidente del cluster Impresa intelligente, intervistato da Il Corriere della Sera, secondo cui “serve un progetto Paese, soprattutto quando le risorse sono limitate”. I 13 miliardi annunciati, in ogni caso, rappresentano un impegno in termini finanziari maggiore di quello francese o tedesco, prosegue Viscardi, sottolineando la necessità di coordinare queste risorse con ifondi strutturali europei gestiti dalle Regioni.

Di cambio di passo strategico parla, invece, sempre in un’intervista al Corriere, Luigi Scordamaglia, presidente di Federalimentare, che però rivendica: “le nostre imprese per tenere il passo già da anni investono in Industry 4.0”. In più, aggiunge, le misure saranno efficaci se inserite in una Legge di Stabilità coerente e accompagnate da un lavoro di semplificazione della burocrazia e da “un salto di qualità nelle relazioni industriali”. D’accordo sulla nuova modalità di gestione delle risorse. “Le imprese – osserva Scordamaglia – sanno dove serve investire”.

 

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